"Le donne di troppo" di George Gissing.

Londra, fine Ottocento. Un gruppo di donne cerca di organizzarsi per ottenere dignità e indipendenza economica nella capitale vittoriana. Non sono rivoluzionarie, non lottano ancora per il suffragio: ma vogliono poter lavorare per arrivare a sposarsi, in caso, per amore e non per bisogno. 
Dalle premesse classiche del marriage plot (una giovane bella e nubile appena arrivata nella grande città; un dandy intraprendente in cerca dell’amore; una donna bruttina ma di gran carattere decisa a seguire le proprie idee) si sviluppa una serie di equivoci ferocemente realistici, destinati a finire nell’unico modo in cui può finire un romanzo che vuol fare i conti con la realtà: con uno schianto. 
Romanzo finora inedito in Italia, Le donne di troppo racconta con
verve e sarcasmo varie storie d’amore intrecciate con problemi di soldi e aspirazioni sociali: ma le racconta giocando a ribaltare gli stereotipi della fiction romantica calandola nella realtà delle pressioni sociali, del conformismo e, soprattutto, della discriminazione di genere. 
L'autore, George Gissing, merita davvero di essere letto, perché descrive l’universo femminile dell’età vittoriana in modo sorprendente. 
Attraverso le storie che racconta nel libro, Gissing prende posizioni attualissime, quasi sovversive per la sua epoca, sul matrimonio e sul divorzio. 
Un classico affascinante che esplora le avvisaglie della nascente emancipazione femminile e critica i difetti della sua epoca con contenuti attuali ancora oggi.

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"Il principio di ogni arte è l'amore; valore e dimensione di ogni arte vengono soprattutto determinati dalle capacità d'amore dell'artista."
Hermann Hesse