"Belgravia" di Julian Fellowes


1815, Bruxelles. Tre giorni prima della battaglia di Waterloo che decreterà la caduta dell’impero napoleonico, la Duchessa di Richmond dà un ballo di gala per celebrare il coraggio del Duca di Wellington e dei suoi ufficiali, posti a difesa della città assieme all’esercito prussiano. Poco dopo la mezzanotte, arriva la notizia che l’esercito di Napoleone ha superato la frontiera e gli inglesi lasciano la festa per riunirsi alle truppe. A Sophia Trenchard, i cui genitori James e Anne Trenchard si sono arricchiti enormemente durante la rivoluzione industriale e sono entrati da poco nei salotti buoni dell’alta società, della guerra non interessa granché. Lei pensa solo a Edmund Bellasis, figlio ed erede di una delle famiglie più importanti della Gran Bretagna. Ancora non può sapere, che quella notte accadrà un evento che cambierà per sempre il resto della sua vita... Venticinque anni dopo, nel 1840, i Bellasis, conti di Brockenhurst, vivono a Belgravia, un nuovo quartiere di Londra costruito a un passo da Buckingham Palace. Un formidabile progetto realizzato da James Trenchard, che nel frattempo si è dato alle costruzioni. Ma se la vita della nobiltà sembra trascorrere serena, tra agi e pettegolezzi, tra i servitori gira voce di un segreto sconvolgente, un segreto che avrebbe a che fare con un ballo e con l’orfano che, da qualche giorno, si aggira nelle case dei potenti... 
Julian Fellowes, autore amatissimo dal pubblico, e già premiato con un Oscar e un Emmy – costruisce un affresco meraviglioso, con descrizioni splendide e personaggi memorabili, che affronta il tema delle tensioni tra le nuove famiglie benestanti e i vecchi aristocratici nell’Inghilterra vittoriana. 
Con una prosa meticolosa e ironica, e una galleria di colpi di scena da lasciare senza fiato, Belgravia è una storia che parla d’amore, di rabbia, di invidia, di tradimenti, candidandosi al romanzo di maggiore successo della nuova stagione.

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"Il principio di ogni arte è l'amore; valore e dimensione di ogni arte vengono soprattutto determinati dalle capacità d'amore dell'artista."
Hermann Hesse